Lo scorso giovedì 3 marzo ho avuto l’opportunità di partecipare alla prima giornata dei lavori di Ebook Lab Italia, evento dedicato allo “stato dell’arte” dell’ebook, che si è svolto alla Fiera di Rimini dal 3 al 5 marzo. Purtroppo non sono riuscito a essere presente anche alle altre due giornate, ma il prossimo anno cercherò di fare del tutto per partecipare all’intera sessione.
L’evento, a metà tra un convegno e un vero e proprio corso di formazione, è stato organizzato da Simplicissimus Book Farm in collaborazione con numerosi partner e sponsor del settore, sotto la direzione scientifica di Gino Roncaglia.
Al di là degli interventi, dei numeri e delle opinioni, sono uscito da Ebook Lab Italia con una consapevolezza netta e precisa: il libro sta attraversando un passaggio letteralmente epocale. Stiamo vivendo un momento storico, una fase critica che sta scuotendo dalle fondamenta il mondo dell’editoria e che vedrà delinearsi nuove possibilità per autori, lettori, editori, librai, bibliotecari, distributori e tutti i soggetti che ruotano attorno al libro, inteso come contenuto, come oggetto, come prodotto e come bene comune. E questo è, allo stesso tempo, destabilizzante e eccitante.
A Ebook Lab Italia ho respirato aria di cambiamento e voglia di innovazione. Il libro digitale sta progressivamente diventando una realtà consolidata e diffusa, in Italia come nel mondo. Qualcosa che, oggi, si produce (tra i relatori c’erano non solo autori e editori, ma anche esperti di tipografia e di formati digitali di pubblicazione), si vende e si distribuisce, e non solo di cui si parla.
Va dato credito agli organizzatori di essere riusciti a portare alcune tra le testimonianze più significative del panorama italiano. In particolare la sessione pomeridiana, dove si è parlato di “Grande distribuzione e store digitali, come evolvono i canali di vendita”, ha visto la partecipazione di Maurizio Motta (Dir. Gen. MediaWorld), Mauro Zerbini (AD IBS.it), Fernando Mantovani (Dir. laFeltrinelli.it).
Una cosa che ho apprezzato molto è stata la concretezza degli interventi: per la prima volta ho assistito ad un evento italiano sugli ebook dove non si è ragionato solo di massimi sistemi, percezioni personali e riscontri soggettivi, bensì di numeri, cifre, percentuali, previsioni. Finalmente.
MediaWorld, in particolare, ha riportato questi dati: nel 2010 MediaWorld ha venduto 100.000 iPad e 20-30.000 eReader. Solo a febbraio 2011, sempre secondo i dati forniti da MediaWorld, sarebbero stati venduti 3.000 eReader, con 2,5 ebook a 7 euro l’uno.
Durante la sessione “Piattaforme di distribuzione per ebook, la roadmap dei protagonisti” ho preso nota di alcuni dati a mio avviso importanti. ad esempio Marco Ferrario (AD di BookRepublic) ha riportato cifre aggiornate in riferimento ai cataloghi ebook a livello globale: in USA 1 milione di titoli, in UK 500.000, in Germania 100.000, in Francia 50.000, in Svezia, Spagna e Italia 7.000. La previsione di Bookrepublic è che per il 2011 in Italia il catalogo arriverà a 18.000 titoli.
Ho accolto inoltre con entusiasmo la notizia di una partnership tra la stessa Bookrepublic e Simplicissimus, che nei prossimi mesi provvederanno ad incrociare le rispettive piattaforme di distribuzione. Sempre in riferimento a Stealth, la piattaforma di Simplicissimus, un altro annuncio notevole: a quanto pare Stealth abbraccerà la formula del “pay per read”, che consentirà non solo l’acquisto, ma anche il prestito degli ebook.
A conclusione della prima giornata di Ebook Lab Italia è intervenuto anche Riccardo Cavallero (DG Libri Mondadori), con alcuni dati di vendita di indubbio interesse: a ottobre 2010 Mondadori, Einaudi, Piemme e Sperling & Kupfer, ovvero i più importanti brand del gruppo Mondadori, avevano registrato una media di 120 ebook venduti al giorno, che oggi è salita a 260 ebook /giorno, con un picco sotto il periodo natalizio di 500 ebook.
A mio parere questa prima edizione è riuscita molto bene, anche grazie ad alcuni importanti accorgimenti in fase di organizzazione che, indubbiamente, hanno fatto la differenza. La copertura sui social network – in particolare su Twitter - è stata incredibile, in termini di numeri e diffusione, soprattutto se rapportata ad un evento che, in fin dei conti, era pensato per operatori del settore.
In conclusione, vi invito a leggere gli ottimi contributi a margine scritti da Marco Dominici, Marco Giacomello, Mauro Sandrini, Federica Dardi e Maria Cecilia Averame.