Ieri sera, mentre facevo compagnia a Melania che guardava per la milionesima volta Mary Poppins, mi sono soffermato su un particolare che, fino a quel momento, mi era sembrato del tutto insignificante. La storia la conoscete tutti: Bert, lo spazzacamino tuttofare, cerca di sbarcare il lunario arrangiandosi in mille lavoretti diversi. Un giorno Mary Poppins e i bambini Banks vanno a trovarlo al parco, e lui è lì che espone in bella vista i suoi disegni sul selciato. Ha fatto proprio dei bei disegni, ma nonostante questo il cappello delle elemosine è ancora vuoto. Allora il nostro Bert, che è uno che ormai ha imparato a stare al mondo, che fa? Prende un paio di monetine dalla tasca, e le butta nel cappello. E sorride: ora la situazione non è così desolante, e l’impressione un po’ più decorosa. Nient’altro che un’abile mossa di marketing, alla fine: i passanti penseranno che se qualcuno ha lasciato un obolo, è molto probabile che quello che ha fatto Bert sia degno di una qualche attenzione.
Nella mia testa, ho ricollegato questa scena ad una chiacchierata che avevo fatto il giorno prima con Betto Liberati, responsabile editoriale de IlQuotidiano.it. Si parlava di commenti agli articoli, funzionalità, questa, non ancora integrata nel suo giornale online. Betto lamentava il fatto che secondo lui “quando vedi un articolo con scritto sotto ‘Commenti: 0′, è desolante”.
Betto, dunque, è uno di quelli che, passando davanti ai disegni di Bert lo spazzacamino, li giudicherebbe non proprio apprezzabili, se nemmeno un passante ha voluto lasciare una moneta. Se ci pensate, è la stessa cosa. Del resto, però, a noi servono quei commenti nella stessa misura in cui allo spazzacamino servono quei pochi spiccioli nel cappello: è piacevole quando ce li trovi, ma non ci cambiano la vita.
Personalmente, da lettore, non ho la stessa impressione di fronte ad un post o a un articolo senza commenti: non tutti i lettori hanno bisogno di dire la propria su tutto, né tutto ciò che scriviamo ha in sé il seme di un dibattito o di una discussione. Questo però non significa che il contenuto non sia stato letto, apprezzato o criticato. Non è un caso infatti che siano nati di recente servizi come oknotizie, che permettono di misurare l’apprezzamento di un post o di un articolo, con una semplice scelta tra due opzioni: mi è piaciuto, non mi è piaciuto. Niente dibattito, dunque, ma comunque una cartina al tornasole che ci aiuta a misurare il feedback dei lettori.
Rimane, però, la questione dell’immagine: in effetti nemmeno a me piacciono i template che visualizzano la voce “commenti: 0″ in prossimità di un post. Ce l’ho su Lemarcheonline e spero di cambiarlo appena
possibile. Preferisco decisamente chi ci ha lavorato un po’ sopra, e visualizza messaggi tipo “Ancora nessun commento. Vuoi essere il primo?” che mi sembra una strategia decisamente più feconda e propositiva. Anche sull’Itunes Music Store i clienti possono scrivere la recensione di un album, di un video o di un singolo brano. Ma se nessuno ha ancora scritto nulla, non compare la voce “Recensioni: 0″, ma piuttosto “Scrivi tu la prima recensione”, con accanto una freccetta che invita subito al clic.
Certo, bisogna sforzarsi per riuscire ad applicare questa strategia al cappello di Bert, ma su questo ovviamente… aspetto i vostri commenti.