Loreena McKennitt alla FNAC di Milano… e io non c’ero
Quando si dice i casi della vita (leggi: la sfiga). Sono quasi 10 anni che aspetto che Loreena McKennitt venga in Italia, e quando finalmente quel giorno arriva, io sono occupato in tutt’altre faccende, e non posso proprio raggiungerla. Venerdì scorso, 9 febbraio, Loreena era alla Fnac di Milano per presentare il suo nuovo (grandioso) lavoro: “An ancient muse“. Dio solo sa quanto avrei voluto esserci, anche solo per avvicinarmi, stringerle la mano e trovare qualche parola per comunicarle questo sentimento di gratitudine, ammirazione, stima, riconoscenza che provo per lei che così tanto mi ha regalato con la sua musica. Ma, ahimé, questo non è stato possibile.
Per fortuna, però, sono riuscito a mettermi in contatto con Fabrizio Fiorucci, uno dei fortunati che venerdì era lì, e che ha anche scattato molte belle foto, ora raccolte in questa fotogallery.
Ho contattato Fabrizio via Skype, e lui molto gentilmente si è offerto di rispondere a qualche mia domanda. Qui sotto vi riporto la trascrizione, leggermente risistemata, della nostra conversazione.
Luca: Fabrizio, tu sei un fan di Loreena della prima ora. Il tuo sito è stato tra i primissimi in Italia dedicati a lei…
Fabrizio: Si, avevo iniziato il sito nel 1998, dopo averla vista ed incontrata alla data torinese del suo “the Book of Secrets” tour. Ho scoperto Loreena per puro caso, nel 1995, quando comprai “The Mask and Mirror“, incuriosito dalla copertina e dall’arazzo con l’unicorno. Mi innamorai di The Bonny Swans, Full Circle, The Mystic’s Dream e The two Trees. Un po’ alla volta poi comprai tutti gli album, quindi il concerto del 1998 e il resto è storia…
Luca: Tu che rapporto hai con la sua musica?
Fabrizio: La sua musica è un vero e proprio viaggio, a chi non piace può risultare pesante o difficile da capire, ma penso che come artista sia davvero ai massimi livelli, testi, composizione, arrangiamenti, ricerca storica e tutto il resto.
Luca: Concordo in pieno. Torniamo alla FNAC: puoi dirmi in generale com’è andata? Quanta gente c’era?
Fabrizio: Io ce l’ho fatta a fuggire dall’ufficio giusto in tempo per esserci, dopo 10 anni via dalle scene volevo esserci a tutti i costi. C’erano più o meno un centinaio di persone, nella piccola sala conferenze e presentazioni di Fnac: alcuni giovani(ssimi), molte persone fra i 30 e i 40, alcuni con mazzi di fiori e praticamente tutti muniti di ogni genere di macchina fotografica e videocamere. Io mi sono portato tutto il corredo fotografico con zoom professionale, così credevano fossi il fotografo di qualche testata e praticamente mi hanno lasciato andar davanti, fino a circa 3 metri dalle sedie dove sedevano lei, il traduttore ed il giornalista che l’ha intervistata. C’era anche Rai Tre lombardia, che ha trasmesso un servizio al tg3 regionale nell’edizione delle 14 di sabato.
Luca: Lei è arrivata puntuale? Era accompagnata da membri del suo staff o della sua band?
Fabrizio: L’inizio avrebbe dovuto essere per le 18. Loreena è arrivata con una decina di minuti di ritardo. Con lei c’erano quattro tizi della sicurezza, praticamente degli armadi umani che facevano molto poco “celtico” a dire il vero :)
Luca: Di cosa si è parlato durante l’intervista?
Fabrizio: Le sono state rivolte domande molto simili a quelle che compaiono in altre sue interviste che trovi in giro sul web: come si sentisse a calcar nuovamente le scene dopo quasi 10 anni, com’è stato il viaggio che l’ha portata a comporre i pezzi di An Ancient Muse… Ha parlato dei suoi viaggi in Grecia, Turchia, Anatolia, Frigia, Mongolia. Le hanno chiesto (domanda peraltro inflazionatissima nelle sue interviste) come fosse entrata in contatto con il discorso celtico/paneuropeo, come avesse conosciuto ed iniziato ad esplorare culture come quella italiana, greca, turca, mediorientale, e lei ha citato la famosa mostra sui Celti a Venezia del 1991.
Luca: Ha parlato dell’Italia, del suo legame con il nostro Paese?
Fabrizio: Non più di tanto, ha detto che è felice di aver così tante date in Italia, ma quando durante la breve parte dedicata alle domande dal pubblico una ragazza le ha chiesto quale fosse il suo libro classico italiano preferito, o l’autore classico preferito, lei ha glissato, incerta se rispondere o no, dicendo qualcosa del tipo “ci vuole molto tempo per conoscere la letteratura di un paese e tu ne sai sicuramente piu’ di me“… In questo caso non ha brillato per destrezza ;)
Luca: C’è qualcosa in particolare che ti è rimasto impresso dell’incontro?
Fabrizio: Più che altro una nota di colore: doveva avere una fretta indiavolata, perché continuava a guardare l’orologio, almeno 4-5 volte ogni pochi minuti, forse aveva il volo per Berlino, dove ha incontrato i fan il giorno successivo, chi lo sa :)
Inoltre ha chiesto espressamente che non venissero scattate foto o filmati durante la fase di firma degli autografi. Fnac ha predisposto un banchetto nella sezione musicale del negozio, dove lei si è seduta ed i fan in coda hanno atteso il loro turno.
Luca: Quindi poco spazio per le domande dal pubblico….
Fabrizio: Più o meno 4 domande se non sbaglio, forse 5 ma non di più.
Luca: Ha fatto almeno un accenno al Cook-Rees Memorial Fund, e all’incidente mortale del suo ex fidanzato?
Fabrizio: Sì, ovviamente sì. Ha parlato di circa 4 milioni di dollari raccolti dai proventi delle vendite di “Live in Paris & Toronto” e delle attività che sta portando avanti, come ad esempio la creazione del Falstaff Family Centre a Stratford, un vecchio edificio scolastico da tempo in disuso, ma che lei ha rilevato per trasformarla e utilizzarla come sede di attività benefiche.
Luca: Ha ammesso che è stato questo lutto il principale motivo dell’assenza dalle scene?
Fabrizio: Ha detto più prosaicamente che a volte, in questo viaggio che è la vita, è necessario riflettere e prendere tempo per capire le cose e per ragionare. In un certo senso ha ripreso la massima di Lao Tzu che compare sulla copertina di The book of Secrets: “A good traveller has no fixed plans, and is not intent on arriving.”
Luca: Al di là di tutto, lei come ti è sembrata?
Fabrizio: Lei mi è sembrata in forma. L’incontro, però, mi è sembrato un po’ “di plastica”: c’è un’ora di tempo, bisogna rispondere a quattro domande del giornalista, poi altre quattro della gente, poi due firme e si vola via…. ovviamente è il suo lavoro e c’è dietro un business da milioni di dollari, però sinceramente avevo avuto un’impressione più di rilassatezza ai tempi di Torino ….
Luca: Erano anche altri tempi, appunto…. Lei era molto meno conosciuta, non credi?
Fabrizio: Si, questo e’ anche vero. poi ovviamente è una persona anche lei, magari quel giorno si era alzata col piede storto… :)
Luca: Eri emozionato nel rivederla, dopo quasi 10 anni?
Fabrizio: L’emozione c’era sicuramente, ma quella maggiore è per il concerto: ho un biglietto in prima fila e sto cercando di ottenere un pass come fotografo, per poter scattare durante la performance… speriamo bene! Di sicuro qualche altro scatto ci sarà :)
Luca: C’è qualcos’altro che vorresti aggiungere?
Fabrizio: Beh… mi auguro che non passino altri 10 anni per un altro suo lavoro ;) Poi solo un commento: ovviamente il suo tour non può coprire mezzo pianeta, però è quantomeno curioso che un disco “ambientato” fra Grecia e Turchia non veda alcuna data in quei Paesi. Chissà se questa scelta segue le “ragioni del business”… Una mia amica di Istanbul bene informata mi ha detto che date in quella regione dovrebbero venir fuori più avanti quest’anno, ma di ufficiale non c’è nulla.
Luca: Hai ragione, è una giusta considerazione… anche se forse non sono proprio le ragioni del business, ma altre motivazioni. Lei mi sembra una (quasi) totalmente avulsa dalla macchina dell’industria discografica, altrimenti non sarebbe stata 10 anni in silenzio… non credi?
Fabrizio: Certo, questo è assolutamente vero, però è anche vero che ci sono decine di persone che lavorano dietro lei, e una major della musica che ne cura la distribuzione. Ad ogni modo, vorrei fare una considerazione finale: una cosa a mio parere molto apprezzabile è la gestione dei rapporti che Quinlan Road, la sua etichetta discografica, ha saputo mantenere con i fan, ad esempio riservando la possibilità agli iscritti alla newsletter ufficiale “Old Ways” di pre-acquistare i biglietti per le date americane del tour prima ancora che i posti andassero in prevendita. Questo è davvero apprezzabile, e un accorgimento che fa la differenza :)
La mia (lunga e piacevole) chiacchierata con Fabrizio finiva qui. Fabrizio mi diceva anche che lui sarà presente al concerto di Milano, mentre io ho comprato i biglietti per la tappa di Roma. C’è qualcuno che come me andrà alla prima romana? Se così fosse, lasciate un commento qui sotto, mi farà piacere incontrarvi.

