Auguro un barcamp a tutti voi
Sabato scorso presso l’ex caserma Villarey, attuale sede della Facoltà di Economia ad Ancona, si è svolta l’edizione marchigiana del Barcamp, il “Marcamp”. Avevo partecipato anche al Romecamp, il Barcamp romano, e avevo riportato alcune impressioni a caldo, peraltro positive.
Il Barcamp di Ancona, però, è stata un’esperienza per molti aspetti diversa, che mi ha fatto acquisire qualche consapevolezza in più su questo evento così particolare.
Non starò a parlare del fatto che ho notato una maggiore fluidità e un maggiore controllo rispetto all’evento di Roma, che pure mi ha conquistato. Non starò a parlare della professionalità e della disponibilità dello staff organizzativo (i ragazzi di E-xtrategy in primis) che ha saputo gestire relatori e orari in modo razionale e attento.
Voglio spendere due parole, invece, su quello che a mio parere significa questo evento in sé.
Dal punto di vista sociale e culturale, sono più che mai convinto che il Barcamp piaccia perché si basa su una formula molto potente e versatile. Si potrebbe fare un Barcamp su qualunque cosa, immagino. Il fascino di eventi come questo sta nel fatto che i partecipanti mettono a disposizione di tutti un vero patrimonio: le proprie conoscenze, le proprie esperienze, le proprie idee. Piccole o grandi che siano, significative o futili, stimolanti o sterili, sono lì per essere condivise con gli altri. Non ci sono curricula, non ci sono credenziali o qualifiche. C’è solo la dignità e la generosità di chi vuole condividere: un’idea, una storia, un progetto, una scoperta.
C’è ricchezza, c’è abbondanza.
Non credo sia un caso né una coincidenza il fatto che in tutti i barcamp il soggetto più fotografato sia la tabella degli interventi. Con tutti quei post-it che affollano lo spazio del tabellone e quei fogli scritti a penna, pieni di nomi e appunti.
Il momento in cui il tabellone si colora di giallo e la gente si avvicina a leggere il programma della giornata, è solenne e ricco di promesse, come quando ci si siede ad una tavola imbandita davanti alle pietanze più appetitose e ai cibi più gustosi.
E tutto e lì, che aspetta solo di essere preso e assaggiato.
Che meraviglia.
