Luca Lorenzetti

Yesterday is history, tomorrow is mistery, today is a gift (E. Roosevelt)

Auguro un barcamp a tutti voi

Archiviato in: amici, eventi — Luca at 9:23 pm on Mercoledì, Febbraio 28, 2007

tabellone_marcamp.jpgSabato scorso presso l’ex caserma Villarey, attuale sede della Facoltà di Economia ad Ancona, si è svolta l’edizione marchigiana del Barcamp, il “Marcamp”. Avevo partecipato anche al Romecamp, il Barcamp romano, e avevo riportato alcune impressioni a caldo, peraltro positive.
Il Barcamp di Ancona, però, è stata un’esperienza per molti aspetti diversa, che mi ha fatto acquisire qualche consapevolezza in più su questo evento così particolare.
Non starò a parlare del fatto che ho notato una maggiore fluidità e un maggiore controllo rispetto all’evento di Roma, che pure mi ha conquistato. Non starò a parlare della professionalità e della disponibilità dello staff organizzativo (i ragazzi di E-xtrategy in primis) che ha saputo gestire relatori e orari in modo razionale e attento.
Voglio spendere due parole, invece, su quello che a mio parere significa questo evento in sé.

Dal punto di vista sociale e culturale, sono più che mai convinto che il Barcamp piaccia perché si basa su una formula molto potente e versatile. Si potrebbe fare un Barcamp su qualunque cosa, immagino. Il fascino di eventi come questo sta nel fatto che i partecipanti mettono a disposizione di tutti un vero patrimonio: le proprie conoscenze, le proprie esperienze, le proprie idee. Piccole o grandi che siano, significative o futili, stimolanti o sterili, sono lì per essere condivise con gli altri. Non ci sono curricula, non ci sono credenziali o qualifiche. C’è solo la dignità e la generosità di chi vuole condividere: un’idea, una storia, un progetto, una scoperta.
C’è ricchezza, c’è abbondanza.

Non credo sia un caso né una coincidenza il fatto che in tutti i barcamp il soggetto più fotografato sia la tabella degli interventi. Con tutti quei post-it che affollano lo spazio del tabellone e quei fogli scritti a penna, pieni di nomi e appunti.
Il momento in cui il tabellone si colora di giallo e la gente si avvicina a leggere il programma della giornata, è solenne e ricco di promesse, come quando ci si siede ad una tavola imbandita davanti alle pietanze più appetitose e ai cibi più gustosi.
E tutto e lì, che aspetta solo di essere preso e assaggiato.
Che meraviglia.

1 Commento »

Pingback di Luca Lorenzetti » Il Foodcamp fa venir voglia di…bloggare

Maggio 7, 2008 @ 10:20 pm

[…] Come sapete, a me i barcamp piacciono molto. Credo che siano l’equivalente fisico dei social network: un modo spontaneo e sorprendentemente efficace per far circolare idee e contenuti, e mettere in contatto tra loro le persone. Questo primo Foodcamp, però, mi ha confermato che la strada giusta per reinventare l’evento barcamp (pare che ce ne sia già bisogno), è proprio quella di renderlo tematico, come suggeriscono anche Adriano e Antonio. Perché? Perchè utilizzare la formula barcamp per trattare argomenti diversi - anche di nicchia, anche i più disparati - a mio parere è l’unico modo per farlo vivere anche all’esterno della blogosfera e per farlo conoscere anche ai non addetti ai lavori. […]

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