Maya, Benvenuta!
Martedì 10 luglio era la data prevista per il parto. E lei ha pensato che nella vita è meglio arrivare puntuali. Così, alle 8 in punto di martedì mattina, Maya ha deciso che era ora di conoscere mamma e papà.
Il travaglio è stato relativamente lungo, ma certamente più semplice da sopportare grazie alla professionalità e all’umanità del personale medico dell’ospedale di Recanati (lo dice la mamma, ma posso confermare!).
Proprio nella sala travaglio familiare era appeso un quadro con delle illustrazioni ispirate ad un brano de “Il profeta” di Gibran. Lo riporto, perché sembra quasi che quelle parole fossero state scritte ed esposte apposta per me.
“I tuoi figli non sono figli tuoi, sono i figli e le figlie della vita stessa. Tu li metti al mondo, ma non li crei. Sono vicino a te, ma non sono cosa tua. Puoi dar loro tutto il tuo amore, ma non le tue idee. Tu puoi dare memoria al loro corpo, ma non alla loro anima, perché la loro anima abita nella casa dell’avvenire dove a te non è dato entrare neppure con il sogno. Puoi cercare di somigliare a loro, ma non volere che essi assomiglino a te, perché la loro vita non ritorna indietro e non si ferma a ieri. Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani.”
Benvenuta, Maya :)
