Il Foodcamp fa venir voglia di…bloggare
Finalmente qualche minuto per spendere due parole sul Foodcamp di San Martino in Pensilis al quale ho partecipato la scorsa settimana.
Devo dire che è andata meglio di quanto mi aspettassi: prima di partire, gli iscritti nel wiki non arrivavano a 30, e la tabella degli interventi ne prevedeva solo 3. Mi sembrava onestamente una prospettiva un po’ magra. Invece alla fine di magro al Foodcamp c’è stato ben poco: a parte le prelibate degustazioni di prodotti tipici offerte da San Lorenzo, Fattoria Italiana, Acetaia San Giacomo, La Basia e Parco Dei Buoi (the best ricotta in town!), ho trovato un panel di interventi ricco e variegato, e una lista di partecipanti motivati e coinvolti.
Un’esperienza così stimolante che per l’occasione, pensate un po’, anche mia moglie Peggy, che era con me, ha deciso di dedicargli il primo post del suo blog nuovo di zecca.
Come sapete, a me i barcamp piacciono molto. Sono un modo spontaneo e sorprendentemente efficace per far circolare idee e contenuti, e mettere in contatto tra loro le persone. Proprio come i blog.
Questo primo Foodcamp, però, mi ha confermato che la strada giusta per reinventare l’evento barcamp (pare che ce ne sia già bisogno), è proprio quella di renderlo tematico, come suggeriscono anche Adriano e Antonio. Perché? Perchè utilizzare la formula barcamp per trattare argomenti diversi - anche di nicchia, anche i più disparati - a mio parere è l’unico modo per farlo vivere anche all’esterno della blogosfera e per farlo conoscere anche ai non addetti ai lavori.
E’ per questo che, proprio pochi giorni fa, ho maturato l’idea (malsana?) di organizzare un barcamp tematico sulla scrittura creativa, che mi piacerebbe chiamare WriteCamp. Probabilmente si svolgerà durante una fiera dell’editoria locale ad autunno inoltrato, ma non posso anticipare di più. Posso solo dirvi che, se l’idea vi piace, possiamo iniziare insieme a lavorarci su fin da ora. Che mi dite?
Link: il mio FoodCamp su Flickr.
Link: il Foodcamp visto da Peggy
