Dall’America, una bellissima notizia. E una no.
Non posso andare a dormire, stasera, senza congedarmi con qualche pensiero su questa giornata così ricca di emozioni.
Stamattina, come tanti, mi sono svegliato e per prima cosa ho aperto Repubblica.it per verificare l’esito delle elezioni negli Stati Uniti. E anche io, come tanti, ho iniziato la giornata con un sorriso.
Ho visto le immagini di quel mare di persone che, nella Chicago di Barack Obama, erano per le strade a festeggiarne la vittoria elettorale. E il pensiero è tornato a quella che credo sia davvero la più bella città d’America, la città dove mia moglie è cresciuta, che tante volte ho visitato e che forse per questo oggi sento anche un po’ mia.
Quest’estate ho trascorso qualche giorno a Chicago. Erano due anni che non ci tornavo, e stavolta ho respirato, mio malgrado, la brutta aria di recessione che gli Stati Uniti stanno attraversando in questo momento. Senza parlare di massimi sistemi, ho potuto notare la crisi anche da piccole cose della vita quotidiana, come il cibo, i trasporti e i servizi. In generale, i prezzi sono aumentati di parecchio, anche dei prodotti di consumo più abituale. Mi raccontavano che mercato immobiliare è collassato, e quello del lavoro è irriconoscibilmente statico.
E’ vero che questo 44esimo presidente è già nella storia, ma è anche vero che il suo Paese, e il mondo mi verrebbe da dire, ripone nei suoi confronti delle aspettative altissime. Non ci deludere, Obama.
Solo poche ore fa, poi, ho ripensato nuovamente a Chicago, ma per tutt’altro motivo. Ieri, mentre gli Stati Uniti sceglievano il loro nuovo Presidente, è morto uno degli autori americani più famosi del nostro tempo: Michael Chichton. Dario Olivero su Repubblica oggi scrive che “Crichton era un artigiano della sceneggiatura, conosceva, lui laureato in medicina, il segreto di una storia.” A mio parere, è proprio così.
Chichton era nato a Chicago, e proprio nella sua città natale aveva scelto di ambientare quella che poi sarebbe diventata una delle serie televisive più popolari di tutti i tempi.
Grazie per le tue storie, Michael. It was worth it.
