Luca Lorenzetti

Yesterday is history, tomorrow is mistery, today is a gift (E. Roosevelt)

Chi sono

Mi chiamo Luca e sono nato nel 1975 ad Ancona. Sono sposato con Margaret (Peggy, per tutti) e ho una figlia, Melania. Già, Margaret come quella Margaret, e Melania come quella Melania. Ma giuro che mia figlia si chiama così per tutt’altro motivo.

Fin da piccolissimo, una delle caratteristiche più spiccate della mia personalità è sempre stata la curiosità. O meglio la voglia di indagare, di mettere ordine nel caos, di collezionare cose curiose. Ad esempio, a tre anni ero impegnatissimo in una raccolta invidiabile di barattoli di detersivo di tutte le forme e le dimensioni. A otto, avevo fatto l’inventario completo delle figurine panini che i miei compagni si scambiavano tra loro: sapevo tutto di tutti, ed ero il riferimento principale dei traffici… sottobanco.

Crescendo, mi sono reso conto che era arrivato il momento di rendere produttiva questa cosa. Gli sbocchi professionali che potevano scaturire dalla mia fissazione, erano: un bel lavoro all’ufficio anagrafe o al catasto, una carriera da serial killer oppure una vita da giornalista.
Non so perché, ma alla fine ho scelto la più ingrata delle tre: l’ultima.

Ascolto ogni genere di musica, sul serio. Dalla musica celtica ai cori degli alpini. Non ho pregiudizi di sorta. Per la lettura, invece, sono molto selettivo: leggere significa investire del tempo, e negli investimenti preferisco non rischiare. Sul mio comodino - a prendere polvere, spesso - ci sono gialli storici (quelli di ambientazione medievale, in particolare) e thriller.
Io e il cinema siamo sempre andati d’amore e d’accordo. Per qualche anno ho anche lavorato in una videoteca. Bei tempi. I registi che amo: David Lynch, perché è un genio punto e basta, e M. Night Shyamalan, perché racconta le storie che vorrei raccontare io.

Progetti per il futuro? Un bel viaggio nello stato di Washington per provare finalmente la torta di ciliegie dell’agente Cooper , trovare un giorno e una notte per farmi una maratona no-stop de “Il Signore degli anelli” (extended version, qui non si scherza) con gli amici, riparare l’anta dell’armadio della camera, che cigola da sempre.